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Parigi lontana

14 settembre 2006

Ciò che è strano è il ritrovarsi in montagna, dopo un’estate di sole telefonate, dopo tre mesi. Ci eravamo salutate a Parigi, le nostre colazioni con lo yogurt con i cerali dell’Ed, i pranzi jambon avec chevre, la tisana prima di dormire. Le gite domenicali nei parchi con la macchina fotografica, il brunch alla Crous, il Museo Rodin, l’ultima cena assieme alla Phoenix. Tanti ricordi, la distanza da Parigi comincia a pesare e tutte e due pensiamo a quando tornare, in che stagione, dove dormire, come risentirsi quasi a casa nelle viuzze del Marais … La cosa strana è che questa nostalgia salta fuori un po’ a tradimento in certi momenti, sono flash di nostalgia. E il pensiero va a chi è ancora lì e a chi ci torna fra poco, anche un po’ di invidia forse e poi si ragiona e si realizza che difficilmente rivivremo lì, a due passi dalla chiesa grande e dai tubi colorati di un italiano un po’ visionario.

Il mal di Parigi esiste, ve lo assicuro.

s.

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One Response to “Parigi lontana”


  1. Mitico Renzo Piano! 😉


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