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Serata relax!

5 ottobre 2006

Dopo aggiustamenti di orario ripetuti, passaggi in macchina causa pioggia e computer in palla al momento di uscire di casa…ieri finalmente sono riuscita con Giulietta a raggiungere la Malombra ale dieci!

Serata a cinque, un moscato di samos, un brachetto, due neri d’avola e un latte e menta (sic!). Arogomenti trattati tanti, risate comprese e discussioni semi-accese! Report sui finanziamenti ai partiti di domenica sera sembra che me lo sia perso solo io, rimedierò con la versione in streaming appena ho un attimo di tempo. Commenti sulla fiction di Falcone e ovvio collegamento con Borsellino, mafia, elezioni e quant’altro. Un Report del passato (si vede che era serata in Gabanelli’s style!) e la desiderata futura carriera musicale di Michele e Federico ci hanno poi portati sul discorso musica. Argomenti: Siae, diritti, multe e arrabbiature contro il sistema che premia il venditore pop che sforna successi e tarpa le ali a chi più o meno piace a noi (ad esempio, Claudio me l’aveva detto ancora a Paris ma io arrivo sempre un po’ in ritardo, date un’occhiata, anzi un’ascoltata, a Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti poi mi dite) e che solitamente proprio un campione di vendite non è! La serata è poi slitattata su un tema che ci ha impegnati fino a mezzanotte e mezza quando il barista della Malombra, per invitarci ad alzare le tende ha cominciato a rovesciare le sedie sui tavoli: le lingue delle minoranze e i dialetti. Bum! Ci siamo infervorati in una discussione/confronto in cui Michele, Caterina e io tendenzialmente sostenevamo la futura morte di quelli che oggi consideriamo i dialetti, con una loro sempre più forte uniformazione all’italiano e il partito Giulia-Federico che invece sosteneva che i cambiamenti esistenti sono molto più lenti di quello che pensiamo e soprattutto che questi rispettano la differenza fra dialetto e italiano standard. Insomma secondo me sempre più persone prima da bambini a scuola, per la presenza di stranieri e di altri bambini da altre parti di Italia, parlano sempre meno il dialetto, e sempre più una variante dell’italiano, e poi da ragazzi e da adulti girano, cambiano nazione e conoscono altre lingue. Insomma magari non una scomparsa immediata ma un’accelerazione del percorso che porta alla perdita del dialetto, verso un italiano anche esso sempre più influenzato da contatti esterni. Giulia e Federico invece sostenevano che in realtà il dialetto vive eccome, anzi viene sempre più difeso e così salvato; secondo loro il cambiamento del dialetto di cui parlavamo noi che la pensavamo nell’altro modo era un’evoluzione del dialetto, non una sua scomparsa. Insomma un dialetto, con influenza di altri dialetti, di altre lingue parlate direttamente dagli stranieri presenti sul luogo e imparate dagli italiani stessi, rimane sempre un dialetto e non diventa una variante di italiano.

Vebbè a mezzanotte passata abbiamo deciso di fare una pausa, dormire e … ne riparleremo!

s.

PS per la cronaca all’uscita della Malombra c’era una pila di depliant del Festival delle minoranze linguistiche in provincia la prossima settimana. Quando si dice destino!

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