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Ricadute

31 maggio 2007

Per introdurre: l’avevo già affermato in passato: il mal di Parigi esiste, non si guarisce, ha delle ricadute. Bene questo è il momento! Dopo un anno di assenza, complice la laurea di Giuli si torna a casa. Sì perchè dopo 9 mesi, di Parigi cominciavo a parlarne come "Casa".

A disposizione 4 giorni che dovranno durare come 40, un programma fitto, il navigo della ratp verrà ricaricato con una carta orange che verrà super utilizzata (insomma non voglio star lì a contare i biglietti del carnet della metro, voglio girare sulla 4 e sulla 1 tanto quanto ho fatto in passato, voglio ascoltare la musica a Chatelet, volgio uscire dalla scala di destra della 1 a Hotel de VIlle!) perchè questo è il programma, e tenete conto che dovrò quasi fare tutto il 14 (15 laurea, 16 con giuli, 17 fino al pomeriggio con lei che poi parte e quindi ancora qualche oretta in solitaria), tenendo conto che quando sarò con le altre non vedo l’ora di stare con loro chiacchierare e parlare-parlare-parlare che ormai è troppo che le tre moschettiere parigine (o parigiotte che è meglio) non si vedono tutte e tre assieme! Mi sveglierò prestissimo e andrò a dormire tardissimo altrimenti è umanamente impossibile che io riesca a fare tutto quello che ho in mente!

Procediamo per ordine:
– di buon mattino tappa all’Ed (un supermercato tanto per capirsi) per comprare i MIEI cereali e il fromage blanc senza i quali una colazione parigina non è parigina
– giro veloce su per rue Lepic che un po’ di area di Montmartre prima dell’arrivo dei turisti ci vuole tutta
– ritorno a CASA: passeggiata per rue des Gravilliers per rivedere una porta verde, i cinesini della mia via, il verduraio, la lavanderia … insomma, casa ecco
– occhiatina alla Sorbonne tentando di entrare con il pass dell’anno scorso; ci ho passato tante mattine e ho voglia di fare un giro, all’occorrenza pregherò in francese l’omino in divisa all’entrata, ma ce la farò
– gelato in Square Taras Chevtchenko (all’angolo tra rue Saints Peres e Bld Saint Germain) giusto per non perdere le buone abitudini
– tappa ai Jardins du Luxembourg che un qualche minuto su una di quelle sedioline è d’obbligo (ci terrei a vedere le famose barchette nelle fontane che a me sono sfuggite per un anno e che Erica invece riusciva a fotografare sempre!)
– un volo veloce a vedere la Tour da vicino, poi un occhio agli Invalides scintillanti e un croissant me lo mangerò nel giardino del Musée Rodin che l’anno scorso d’estate me lo sono perso
– un giro al Palace de Tokyo che l’avevo saltato
– una tappa d’obbligo in Rue de Rivoli per ricordare le innumerevoli passeggiate
– giro/ronda veloce nei seguenti, e prossimi fra loro, luoghi d’interesse e di nostalgia: il municipio (altrimenti conosciuto come Hotel de Ville), la chiesa grande (Notre Dame), l’isola piccola (Ile Sant Luis in cui tenterò la replica di una delle più belle foto parigiotte che ho fatto), la Shakespeare and Co che da lì si sente il quartiere Latino sul serio
– una crepes alla Nutellà dove dico io
e se sto qui altri 10 minuti scrivo tutto…

Il risultato di questo elenco è il fatto che voglio rivedere tutti i miei posti in un’unica giornata. Ce la farò, l’importante non è rimanerci a lungo, l’ho già fatto tante volte, ma dovrò almeno per un secondo tornare lì per risentirne il profumo, riguardarne i contorni e sorridere.
L’unica cosa che so per certo tra queste che farò è andare al cinema a vedere il film che Marjane Satrapi ha tratto da quel superfumetto che amo tanto, Persepolis, perchè vederlo da sola in francese in questo momento mi sembra un dovere.
E poi tanto per i più curiosi se la benedetta Provincia Autonoma di Trento deciderà che il mio inglese non è sufficiente (probabile), scatterà il piano due, e cioè la seconda scelta del mio modulo/domanda Leonardo: me ne tornerò a casa su là altri 4 mesi e allora hai voglia!

E comunque se vi siete stufati davanti questo elenco pensate che vi ho risparmiato quello dei posti dove voglio tornare a mangiare (che già sento il profumo…)!!!
s.

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5 Responses to “Ricadute”

  1. arancioeblu Says:

    ah Parigi! La fascinosa Parigi!
    Bisognerà che io ci torni, presto.


  2. Sono stata tre volte a Parigi che trovo, ovviamente, grande e bella, ma che non mi ha affascinato più di tanto.
    Piuttosto, il tuo giro mi ricorda le mie frequenti sortite a Bruxelles, dove ho vissuto quattro anni: discesa dall’autobus a Schuman, passeggiata per il parco di Ambiorix fino al mio vecchio quartiere, pitta durum da Patcha, ricarico del telefonino belga da Sako, una spesa veloce dal Del Haize, una camminata fin sotto il Berlaymont e così via…
    Quanto alle barchette nella fontana, mia figlia ci ha le foto, scattate a suo tempo. Invidiaci pure 😉
    Leela


  3. Deve essere così, alla fine non si vive a Parigi, a Bruxelles o a Bologna … ma nella propria versione di ogni città. Luoghi significativi solo per noi, luoghi di tutti i giorni che diventano per noi significativi, luoghi che nella memoria e nella nostalgia ricostruiscono una propria e speciale immagine della città! s.

  4. zop Says:

    sapevo del mal francese e della sindrome di stendhal… il tuo mal di parigi però lo condivido!

  5. kristiane Says:

    io non ci sono mai stata.. :-(((((


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