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Dave Douglas, il Rif. Larcher e le Dolomiti

16 agosto 2007


Ohhhhhhhhhhhh!

Ecco questa è la vera sensazione che si prova a fare quello che, grazie a Giuli che ha avuto l’idea e a Joel che ci ha messo la casa, siamo riusciti a fare martedì mattina, molto mattina.
Partenza la sera per la Val di Sole, nanna presto e sveglia alle 230. Viaggio in macchina fino a Malga Pra Bon e da lì, dopo una breve navetta solandra, arrivo a Malga Mare.Tutto buio (sono le 4 di mattina), finalmente dopo 3 notti di prova un cielo che più pulito non si può. A 2000 metri le stelle sono tantissime, io di cadenti non ne ho viste ma non importa, secondo me davanti ad un cielo così bello i desideri espressi si avverano lo stesso anche se le stelle rimangono ben piantate al loro posto.
Vestiti come quando si va a sciare, torcia alla mano, iniziamo una camminata che è durata due ore, verso il rifugio Larcher, a 2600 metri. L’immagine che si presentava era un cordone di lucine che si arrampicava, nel buio, su per la montagna. Non si vedeva nulla di quello che c’era intorno, non si capiva dove si andava, ci sentivamo i nani che vanno in miniera. Nell’aria solo il forte rumore del torrente che scende dal ghiacciaio, verso la centrale dell’Enel.
Buio, luci fioche, rumore di passi e torrente. Un’emozione particolarissima. Pian piano la luce è aumentata, ad ogni passo si capiva qualcosa in più del paesaggio, si intuiva un profilo o una forma delle montagne intorno, si individuava un albero. La neve sui ghiacciai cominciava a brillare sotto la prima luce. Lontano la luce fioca del Larcher.
Siamo arrivati alle 6, un tè caldo offerto dal rifugio e poi, tra le pietre, una tromba. Unico accompagnamento il torrente e il respiro dei circa 500 che circondavano Dave Douglas. Lui lì nel mezzo, una sedia accanto e la tromba in mano. Pezzi da solo, giochi con il suo strumento, pubblico a fare prima da coro e poi da percussioni per un’ora e mezzo circa di musica lì, tra le cime e il freddo, di una mattinata d’agosto in montagna. Poco sole e poca luce, solo un momento di vero rosa Dolomiti sul ghiacciaio, ma tutti contenti e soddisfatti.
Applausi e poi una di quelle colazioni vere, come solo quelle a 2000 e più metri sono. Si riparte verso valle alle 800, ci si guarda intorno. I ghiacciai, le cime del Brenta e della Presanella in lontananza, finalmente vedi cosa ti circonda. Inizia a piovere ma ormai non dà nemmeno fastidio. Il tempo è stato bravo, poteva andare molto peggio!
Alle 1100 tornavamo già verso Trento. La sensazione era che fosse sera, da tante cose avevamo fatto e visto! Sonno e soddisfazione. Complimenti ai Suoni, alle Dolomiti e ai Suoni delle Dolomiti.
s.

3 Responses to “Dave Douglas, il Rif. Larcher e le Dolomiti”

  1. wonderely Says:

    ciao, ho creato il mio nuovo blog.
    se vuoi passa a farmi visita!
    ciao

  2. elly77 Says:

    Bellissima manifestazione…io stò attendendo fiduciosa il 25 agosto per gli Officina Zoè…che gioia!


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