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Brevi in preparazione di Mantova

1 settembre 2007

Dopo un’attenta lettura/spulciatura del programma dei tre giorni di Festivaletteratura che farò, sono arrivata alla conclusione che, se mi va bene come l’anno scorso, riesco a vedere molto. Infatti gli autori francesi, per i quali mi sono offerta come traduttrice accompagnatrice, sono pochi, anzi pochissimi. In più l’ultimo giorno, uno di questi pochi è uno di cui ho comprato il libro a Paris due mesi fa e quindi mi va di lusso (speriamo!).

Comunque riprendendo il filo…se lavoro poco riuscirò nell’ordine ad incrociare, sentire e guardare:
Colin Thubron, scrittore di viaggi per eccellenza, soprattutto nell’Oriente (ricordate "Ombre sulla via della seta")
Idelfonso Falcones, nella Barcellona del passato con il suo splendido "La cattedrale del mare"
Andrea Vitali e l’Italia degli anni Cinquanta ("Olive Comprese" tanto per citarne uno)
Cristiano Cavina e le sue colazioni d’autore
Daniele Silvestri intervistato dai ragazzi di Blurandevu (speriamo meglio di come hanno intervistato Terzani figlio l’anno scorso)
Gad Lerner che parla del Libano, dove è stato da poco come tutti i lettori di Vanity Fair sanno, perchè lo dice ogni due settimane nella sua rubrica (e io sono una leggera e divertita lettrice di Vanity Fair)
Carlo Fruttero e non serve aggiungere nulla
Pierre Bayard, appunto il francese di "Comment parler des livres que l’on n’a pas lus?" di cui sopra

Bene la lista è lunga e il problema grosso: mi porto dietro tutti i libri sopra citati di modo da rileggerli qua e là prima di incontrare l’autore oppure salvo valigia e schiena e mi accontento di ascoltare? Mmhh… o al massimo compro qualcosa lì (leggi una borsa di carta rilegata) e come l’anno scorso torno a casa piegata in due dai souvenirs festivalieri, ma col portafoglio vuoto?

s.

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2 Responses to “Brevi in preparazione di Mantova”

  1. LaVostraProf Says:

    Ovviamente ti invidio molto 🙂
    E sentenzio:
    Andrea Vitali ha un viso serio e affilato ed è di una simpatia strepitosa, soprattutto quando racconta delle ottantenni che gli portano mutande in seta pelle d’uovo (per documentazione);
    Cristiano Cavina è di una normalità che ti fa respirare bene, e dice cose non banali in maniera che te le fa sembrare ovvie (ma tu non le avevi pensate prima);
    Carlo Fruttero non serve aggiungere nulla, sì, ma io non ce la farò, con lui, sigh;
    e gli altri li conosce poco, ma lunedì comincio la scuola, perciò sarà giocoforza pare i conti sia con il tempo (poco) sia con i soldi (benzina avanti e indietro tutti i giorni mi viene un capitale…).
    Buonissimo lavoro, e buon divertimento.

    (p.s.: ma allora l’anno scorso hai scortato anche Philippe Claudel?)


  2. No l’anno scorso mi era toccato solo Chen JiangHong un illustratore cinese di libri per bambini, che vive a Parigi da anni. Disegna i suoi animali e i suoi personaggi con le antiche tecniche cinesi di decorazione della seta; bellissimi tratti larghi e colori brillanti. Peccato che il libro costasse tantissimo e non me la sia sentita di comprarlo solo per farmelo autografare! Cosa più buffa è stata quando, tra l’areoporto di Verona e quello di Mantova, mi ha chiesto se i paesi che attraversavamo erano la banlieue di Mantova. Beato lui!!! Credeva di essere arrivato a Parigi e cercava le barricate pure nella piana del Po!
    s.


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