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La raccolta di francobolli

12 settembre 2007

Ispirato da un posto di Maurice sulle cartoline, mi è venuto a galla un pensiero. Bisogna premettere che degli anni a Parma mi sono rimaste alcune bellissime amiche e una di queste vive in Germania, per lo più adesso più lontana da me, in quanto si è trasferita a Berlino da Monaco. Da tedesca doc, A. ha sempre usato poco il telefonino, molto la segreteria telefonica di casa e un po’ la mail; da quando si è trasferita non ha più il telefono a casa, ha buttato il telefonino, ha tenuto la mail e mi ha dato il nuovo indirizzo. Il bivio quindi è sempre e solo lettera o mail? Contando che ci raccontiamo le nostre sensazioni, le nostre idee e le nostre esperienze con una tranquilla cadenza più o meno mensile, l’immediatezza della mail risulta abbstanza inutile e così ci scriviamo.
E qui parte il confronto: le sue lettere arrivano sempre corredate da francobolli bellissimi, coloratissimi e, ne sono quasi certa, scelti appositamente così da A. quando va in posta. Bene io rispondo su fogli e buste colorate ma, per quanto io mi possa sforzare, il francobollo per l’estero è sempre solo quell’orrendo adesivo con una "P" nel mezzo e l’attacchino blu del prioritario.
Ma dove sono finiti i francobolli? Io da piccola ricevevo ogni Natale la busta con i francobolli dell’anno in corso emessi dalle Poste, belli e colorati, oggi tutti raccolti in tre raccoglitori rossi, la raccolta Bolaffi! Adesso chi fa raccolta di francobolli ha un album per gli adesivi? Ridateci quei cosini colorati, da bagnare con tutti i metodi possibili e immaginabili piuttosto che metterli in bocca, che rimanevano un po’ scollati negli angoli ma che partecipavano a rendere una lettera bella e allegra!
Non mi pare che gli altri stati li abbiamo eliminati!

s.

6 Responses to “La raccolta di francobolli”

  1. elly77 Says:

    Hai perfettamente ragione riguardo ai francobolli….e per quanto riguarda il tuo soggiorno nel mantovano mi sembra di aver capito che ne è valsa la pena…

    ciao!


  2. Sì ho provato e non ti dico la faccia della tipa della posta. E meno male che qualche anno fa avevano vinto il premio dell’ufficio col sorriso (o una cosa simile, che doveva attestare che loro sorridono al cliente!)!
    In un’altra occasione non mi ha voluto spedire una lettera in una busta trasparente perchè secondo lei non valida; dalla Germania un mese sì e un mese no arrivano dei capolavori di ingegneria artistica e me li recapitano sempre…Boh!
    s.

  3. iosempreio Says:

    fra le lettere e la mail, preferisco la mail, appunto a causa dell’immediatezza. “ai tempi” delle lettere, pensavo sempre che, quando poi la lettera fosse arrivata a destinazione, le mie sensazioni sarebbero già cambiate, e quindi il contenuto della lettera non sarebbe stato attuale. per questa ragione, non ne ho mai scritte molte, di lettere.


  4. Raccoglievo anche quelli, da bambina.
    La mia collezione… dov’è finita?
    Leela

  5. dalloway66 Says:

    Concordo sui francobolli, ma il piacere e la bellezza di una lettera scritta a mano, per chi la riceve, lo rende un problema secondario. un saluto


  6. Mi permetto di consigliare a riguardo le splendide carte da origami di Muji. Pochi euro, un pacchetto di 80 foglietti colorati e con in aggiunta la colla c’è tutto per la carta da lettere e per costruire le buste!
    s.


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