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Delusioni – Le correzioni

20 febbraio 2008

Oggi ho finito (sull’autobus per la precisione) "Le correzioni" di Jonathan Franzen. È un libro che ho comprato l’anno scorso che, tra un trasloco e l’altro, era finito nei già letti e invece attendeva. L’avevo comprato perchè di Franzen non avevo letto nulla, perchè i libri grossi che ti accompagnano per qualche giorno mi piacciono, perchè mi aveva convinto la copertina (per me importantissima). Un giorno è risaltato fuori, l’ho rimesso nei da leggere e poi, con mille idee in testa e molte aspettative, l’ho iniziato.
Bene: non mi è piaciuto.

È la storia di una famiglia americana del Midwest, un padre e una madre ormai vecchi che da sempre non comunicano, oggi messi ancora più in difficoltà dal Parkinson e dall’Alzaheimer di lui, tre figli con percorsi diversi e delusioni diverse, anche se di uguale intensità. Una storia in certi punti improbabile, in certi talmente quotidiana da sembrare la situazione della tua vicina di casa.
Un affresco delle piccolezze di molte famiglie, della capacità che spesso non si ha di comprendere e far attenzione agli altri; un continuo suggerire quanto vicina sia la soluzione, un continuo insinuare che con un po’ più di sforzo la felicità e la soddisfazione sarebbero dietro l’angolo.
Però un incedere lento, troppi focus su minuzie la cui presenza mi è spesso sfuggita, troppa tristezza e troppo poca energia per cambiare e far cambiare le cose.
Mi aspettavo di più da questo libro. Qualcuno ha qualche consiglio per risollevare la mia idea di Franzen?

sonia

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7 Responses to “Delusioni – Le correzioni”


  1. Bello, mi piace il tuo spazio!
    Mi hai dato uno spunto di lettura…
    Vieni da me?
    Ciao Serena


  2. …secondo me, rileggilo una settimana sotto l’ombrellone!
    Ti gusterai meglio le scenette surreali e comiche dei tre fratelli e del padre, le manie della madre … raccontate in quel modo corale che coinvolge del miglior Franzen (a me i libri successivi non sono piaciuti).
    Io mi sono fatta delle grosse risate… ma forse… io e te, abbiamo dei gusti un po’ diversi?! 🙂 Anche Into the Wild, a me è piaciuto molto e a te no…

    Il mondo è bello perché vario!


  3. @Serena: benvenuta e a presto!
    @Nathan (o Fra?): ma dai tu eri obnubilato dall’ammmore per la Francese (o per Nathan), il libro galeotto è per forza amato! 🙂


  4. Son Fra
    🙂

    …e Nathan ancora non lo conoscevo! giuro! ho letto il libro nel 2003 – o 2004? – in una splendida vacanza in Grecia, di quelle extra relax, tipo spiaggia, lettino, ristorante, spiaggia, lettino…

  5. nuriape Says:

    maddai?! pensa che rimane in ASSOLUTO il mio libro preferito!


  6. @Fra: insomma dici che lo devo rileggere con calma sotto il soel?
    @Nuriape: mi sa che lo rileggerò, in un altro frangente e con un’altra testa. ChissĂ  che non cambi qualcosa!

    Questa lettura non mi ha mai fatto ridere, anzi in certi momenti mi ha quasi infastidito. Mi vien da pensare, appunto, che sia stato lo spirito con cui l’ho letto a rendermelo così.

  7. bamborino Says:

    Bene. Finalmente qualcuno che è d’accordo con noi. Vedi nel nostro blog, se vuoi.


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