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Puglia – Seconda puntata

5 maggio 2008

Il secondo giorno pugliese è stato in realtà un giorno in Basilicata, ma siccome spostarsi dal mare pugliese a Matera è significato fare un viaggio di qualche ora tra le strade provinciali della Puglia, a 50 km orari, con i finestrini aperti e i profumi di primavera che entravano con l’aria. Direi quindi che anche da questo viaggio “di spostamento” è entrata la vera Puglia! Passando per una bellissima pasticceria a Turi, dove la pausa caffè si è trasformata in uan pausa caffè e sfogliatina al cioccolato, e viaggiando tra margherite gialle e bianche ci siamo inerpicati su un colle che, una volta superato ci ha aperto un panorama verde e piatto spettacolare!
Arrivati a Matera ci siamo accodati ad un gruppo organizzato, una guida locale, su consiglio di amici pugliesi che ci hanno detto che per capire qualcosa e entrare in alcune case dei sassi era la soluzione migliore e un po’ perchè non avevamo risorse sulla Basilicata con noi, avendo deciso così su due piedi queste gita fuori Puglia!
Matera è strana, non capisci bene se è una città vecchia oppure un museo a cielo aperto. Con la guida abbiamo brevemente introdotto i sassi prima di addentrarci tra queste grotte/casa e i racconti prima, aggiunti poi a quello che abbiamo visto mi hanno messo molta tristezza e molto amaro in bocca.
Certamente Matera è un esempio di come l’uomo con l’intelligenza e l’ingegno sappia sopravvivere in ogni ambiente, sappia piegare l’ambiente alle proprie necessità (un tempo in modo sicuramente più responsabile e rispettoso nei confronti dell’ambiente stesso, rispetto ad oggi). I sassi sono case che uniscono lo scavare delle grotte nella montagna al costruire appoggiati alla montagna, la roccia è piegata a pavimento, tetto e parete, è cisterna e protezione allo stesso tempo. Ma c’è un ma, non indifferente: in questa situazione di buio, umidità, sporco e miseria gli italiani di Matera ci hanno vissuto fino al 1956. Una situazione che in riferimento al Medioevo sarebbe segno di ingegneria e furbizia, proiettata a soli cinquant’anni fa è preoccupante. In Italia si è dovuto aspettare il piano Marshall, un’azione di forza da parte di Degasperi e un romanzo denuncia come “Cristo si è fermato ad Eboli” di carlo Levi, per arrivare a togliere le persone dalla roccia e dare dignità a Matera.

Oggi per i sassi la gente turisteggia, fa dei giri macchina fotografica alla mano e ascolta che finalmente ora i sassi sono per gli abitanti di Matera un’attrazione che porta turisti, un luogo dove far proliferare botteghe per turisti e ricostruzioni più o meno fedeli di come era; oggi si può anche cogliere la delicatezza di uan presa d’aria a forma di fiore su una casa/sasso e prendere il so
le su un gradino di una città in salita e discesa con piazze e cortili bianchi e splendenti. Ma bisogna anche ricordare cosa sono stati i sassi per chi ci ha abitato fino al dopoguerra e in che condizioni!

Pomeriggio con deviazione verso Alberobello e Martinafranca. Il primo affollato di turisti, con i trulli dal cappello grigio, case di paese ben diverse dal trullo sperso tra gli olivi degli amici dei miei, turisti e souvenirs dappertutto; la seconda bianca ed elegante con pochi turisti e i vecchi del paese a chiacchierare seduti sulle panchine della piazza. Con un ritorno ad una Puglia illuminata dalla luce inclinata del pomeriggio, alla terra sempre più rossa sotto agli ultivi e al mare mosso dal vento.

sonia

One Response to “Puglia – Seconda puntata”


  1. No, vabbè, pure a Turi siete stati?!

    Comunque lì vanno prese le paste di mandorla (una dritta per la prossima volta)

    Baol


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