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Drei tags in Österreich – Conclusione

23 agosto 2008

Tre giorni, viaggio compreso, sono ovviamente pochi per capire un paese e sicuramente non mi permetto di dire che ho capito e nemmeno conosciuto l’Austria in questa gitarella. La vicinanza, il naturale incontro e i precedenti viaggi mi hanno però portato a pensieri confermati anche da questo corto viaggio.

Per il mio carattere (e questa è una premessa dovuta, il mio moroso ha definito questo viaggio un tour in "Preci-Sonia") l’Austria si comporta meglio di noi. Non parlo politicamente, non parlo ad un livello sociologico approfondito, ma parlo per quello che ho visto e vedo, per quello che tocco con mano. Sono una neo lavoratrice (più o meno), mi scontro con le difficoltà di vivere e di lavorare fuori casa, non ho la macchina e mi considero una persona normale. Eppure a volte quando giro per Bologna, quando vado dal moroso a Terni e anche quando passo i fine settimana qua a Trento mi sento un bel po’ spiantata, a volte vorrei fare delle cose che reputo normali ma non me le posso permettere, a volte vorrei fare dei giri che mi sembrano misurati alla ventiseienne che sono e non li posso fare. Mi spiego.

Avete presente l’andare fuori a cena (e non nel ristorante superlusso, una pizza va bene!)? Bene, con uno stipendio normale (inteso: come ci hanno convinto che sia normale) me lo permetto raramente. In Austria abbiamo mangiato in tre tutte le sere, con carne e verdura e una birra da mezzo litro a testa e pure buona, spendendo in media 30/35 euro in totale. A riprova di questo il fatto che i locali sono pieni di giovani che ridono, mangiano e bevono. Ormai con i miei amici mangiamo una pizza a casa e poi usciamo!
Avete presente andare vivere nelle nostre città solo con la bicicletta? Impossibile evitare che ti prendano sotto, a meno che non siate dotati di uno stuolo di angeli custodi, impossibile evitare di farsela rubare, a meno che non siate dotati di uno stuolo di guardie del corpo da lasciare a guardia della bici. A Salisburgo (e lo stesso a Innsbruck e Vienna, me l’hanno detto due amiche che ci vivono) ci sono le ciclabili, fuori dai negozi, dai ristoranti e dalle biblioteche ci sono i porta bici più pieni che io abbiamo mai visto e le macchine si fermano a dare la precedenza alle biciclette, negli incroci. Risultato: centro chiuso al traffico e biciclette in affitto per i turisti.
Avete presente farsi un fine settimana fuori, diciamo una volta ogni due mesi? Qui da noi, sempre che possiate raggiungere la vostra meta con un treno, si viene gentilmente spennati per una notte. Siamo pariti ad agosto, prenotando un’ora prima di partire con una telefonata e trovando un albergo tre stelle, super pulito, che con 30 euro a testa ci ha sistemati a 10 minuti a piedi dal centro, con colazione e parcheggio inclusi e a Salisburgo ci sono più ostelli, che offrono anche il servizio camera singola o doppia.

Ovviamente a fronte di queste due o tre annotazioni ci sono tanti aspetti che ignoro sulla vita in Austria (stipendi, facilità o meno nel trovare lavoro, costo della vita nel quotidiano…) e che mi piacerebbe proprio scoprire, magari da qualche blogger italiano che vive là. Ma la mia conclusione su questi tre giorni è che dovremmo imparare qualcosa da questa benedetta Austria!

… ovviamente in cambio abbiamo molto da offrire e da insegnare, come sempre negli scambi e nei rapporti tra culture
… ad esempio un buon espresso?!?!?

sonia

5 Responses to “Drei tags in Österreich – Conclusione”

  1. tafia Says:

    E pensa che tutto questo lo dici tu che sei originaria di una città dove almeno ordine, pulizia, situazione ciclabili, ecc. sono di certo migliori che in altre zone dell’Italia (sul costo della vita, invece, lasciam perdere va’…). Io di solito questi pensieri li faccio di ritorno dal Giappone, paese del quale conosco anche il rovescio della medaglia… ma siccome qua a volte mi sembra che della medaglia abbiamo solo due lati rovesci, almeno là hanno pure un dritto!😉 Comunque, se ti incuriosisce leggere le esperienze di un italiano in Austria, c’è il blog di Grissino a Vienna, se non lo conosci già: http://grissino.blogspot.com/

  2. giovanotta Says:

    interessante.. sì, sicuramente ci saranno anche risvolti meno positivi che non appaiono subito agli occhi di un turista, ma certi contrasti con il modo di vivere di altri paesi salta subito agli occhi!
    io continuo a sperare che anche l’Italia possa.. un giorno.. diventare un paese “europeo” a pieno titolo
    un salutone


  3. eh, povera italietta com’è messa male…
    recentemente di sconfortante trovo i cicli delle strade, davvero!! sono i luoghi più zozzi e abbandonati che ci possa essere, danno la dimensione di dove siamo finiti
    sarà una posizione dalla quale poter recuperare?
    lafra


  4. @Stefy: Grazie per la segnalazione del blog! E per quanto riguarda la città di partenza, me lo dico sempre che sono fortunata!
    @Giovanotta: io però non sono molto ottimista, almeno non a breve!
    @LaFra: come ho detto sopra, sono abbastanza pessimista. Ma l’importante rimane comunque fare nel proprio piccolo e sperare che lo facciano anche gli altri!

  5. utente anonimo Says:

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