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I libri delle vacanze

17 settembre 2008

Sono stata sgridata. P. mi ha detto che prima di andare al mare ho elencato in libri che mi sarei portata e poi non ne ho più fatto parola.Mi sono in parte discolpata dicendo che quei libri non li ho ancora finiti. Ora sono a buon punto e quindi finisco i compiti!


“La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrel

Bello essere a Corfù e leggere di Corfù. Una Corfù che non esiste ora, una Corfù che oggi è turistica, meno greca e più internazionale. Ma qualche cosa rimane: la natura dell’isola è sempre splendida, ogni spiaggia è circondata da tante sfumature di verde fra loro diversissime e brillanti, l’acqua conserva degli azzurri, dei blu e dei bianchi che nelle descrizioni di Durrel sono rese benissimo. Un bel libro divertente, simpatico e curioso per un rapporto dell’autore con la natura di totale convivenza e compagnia che fa sembrare l’isola uno dei personaggi del libro.

 

“Kafka sulla spiaggia” di Haruki Murakami

Un libro triste, iniziato al mare e finito a casa. Un libro di introspezione che ti porta a passare continuamente tra il mondo dei sogni, quello dei vivi e quello della morte con una naturalezza che a fine libro ci si chiede se sul serio questi mondi sono così lontani. I ricordi sono nel libro la chiave per rispondere a questa domanda.


“Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini

Non è un libro di quelli che mi ha fatto innamorare di un modo di scrivere o che mi ha fatto amare spassionatamente i suoi personaggi. È però un libro che descrive un mondo che esiste e che mai ottiene spazio. La quotidianità dell’Afganistan è uccisa dalle bombe da una parte e dall’altra dall’attenzione concentrata sulla guerra e non sulle vite che convivono con la guerra. Per questo sono contenta che questo libro sia stato un successo editoriale.


“Chicago” di ‘Ala Al-Aswani

Un racconto che riesce a far affiorare le contraddizioni e i problemi, ma anche le idee e i miglioramenti dell’incontro tra occidente e mondo arabo, ma dalla parte del mondo arabo. Cambiare prospettiva permette al lettore di divertirsi e immedesimarsi, di capire e riflettere e il lettore per una volta si dimentica di quanto occidentale è (chiaramente chi l’ha letto in arabo da Arabo di queste mie due righe non se ne fa nulla).

 

Gli altri sono ancora in fieri e, per avere qualche informazione in più, qua a destra dovrebbe esserci il link a Anobii!


sonia

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