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Conoscersi per non sbagliare

2 dicembre 2008

Leggendo nei giorni scorsi "Il petalo giallo" e riflettendo su quanto Pahor ha detto durante il suo incontro al Festivaletteratura di Mantova quest’estate, sono arrivata alla conclusione che gli italiani si conoscono poco, conoscono poco la loro storia e questo li porta a sbagli e risbagli proprio perché il passato rimane lì, non guardato, non analizzato e non capito.

Nel libro, e prima nelle parole di Pahor, si parla di come gli italiani non sappiano cosa è stato il fascismo nella Trieste degli anni20, di come ignorino che gli italiani hanno fatto agli sloveni quello che i tedeschi faranno poi in Polonia e a seguire nel resto d’Europa.

Ieri sera sono andata al cinema a vedere "Il sol dell’avvenire" documentario sulla nascita delle BR a Reggio Emilia. Un film che parte bene, da un’analisi di come il passato, la resistenza ed il PCI abbiamo creato un ambiente fertile per una critica interna al partito comunista che in quegli anni contrapponeva il comunismo a parole al partitismo di potere a fatti. Un film che però si ferma un attimo prima del dovuto, che spiega come un gruppo di giovani arrivi a staccarsi dal partito in cerca della rivoluzione, ma che non approfondisce il come e il perché della nascita delle Br a partire da questo e non approfondisce le diverse strade che questi giovani vanno poi a percorrere. E anche qui siamo sempre lì che non sappiamo, che subiamo segreti e mancate analisi e rimaniamo nel buio della non conoscenza.

E oggi sul Corriere si aggiunge (qui) una riflessione sui bambini segretamente portati in Svizzera dagli immigrati italiani che cercavano lavoro. Bambini che venivano tenuti nascosti e che non potevano essere bambini perchè la legge svizzera obbligava i loro genitori a non dichiararli a non portarli con loro oltre il confine. Una storia di bambini abbandonati e cresciuti lontani dalla famiglia, bambini negati dalla necessità dei genitori di lavorare per sopravvivere. E oggi gli italiani sono chiusi verso gli stranieri, sospettosi di questi bambini che a scuola stanno con i loro,che non parlano la loro lingua e non hanno il loro modo di pensare.

E siamo sempre lì a non ricordare quello che ci è successo e quello che abbiamo fatto. E a sbagliare di nuovo e rifare errori fatti da noi o da altri nel passato, solo perché non sappiamo.

sonia

7 Responses to “Conoscersi per non sbagliare”

  1. diVerde Says:

    è facile non informarsi delle cose che si preferisce non sapere purtoppo…


  2. Bugani ho cancellato i primi tentativi e lasciato poi l’immagine ma…
    una didascalia?
    Grazie!

  3. utente anonimo Says:

    E’ una bella riflessione quella che esponi in questo post. Una riflessione che a mio avviso, se fosse davvero condivisa da tutta quella giovane generazione che in questi mesi è in fermento, porterebbe a un cambiamento vero nel nostro Paese. Ma un altro grande limite degli italiani, a mio avviso, e soprattutto di noi giovani italiani che erediteremo il Paese, è il non riuscire a sentirci un vero popolo, il non avere un sentimento popolare condiviso che ci permetta di far nostre idee come questa di cui parli.

  4. utente anonimo Says:

    Ehm… dimenticavo… Sono Musicante!


  5. Buona domenica…

    Sono tante le cose che non sappiamo…dobbiamo assolutamente cercare di saperle.

    Un abbraccio
    Baol


  6. @Musicante: e che dire oggi, alla vista della Grecia? Hai ragione, hai ragione…
    @Baol: io ho fiducia, ma forse è solo ottimismo


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