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Dalla parte delle bambine

28 gennaio 2009

Forte di quotidiani viaggi in treno, mi sono data alla lettura e, contravvenendo un po’ al mio solito modo di leggere e alle mie solite letture, ho dato inizio ad una serie di libri non-narrativa che da qualche tempo aspettavano sull’elenco della mia moleskine e sui desiderata di anobii.

Tra questi, la settimana scorsa, ho letto "Dalla parte delle bambine" di Elena Gianini Belotti. Premetto che ne sapevo poco e nulla e che l’attenzione su questo libro mi è venuta dall’idea di leggere il libro della Lipparini, che sembra voglia aggiungere e  aggiornare questo testo. Il libro della Lipparini lo devo ancora leggere e non so, questo dal canto suo mi ha stupito.

Per riassumere brevemente, si tratta di una ricerca sociologica e di formazione, che indaga l’educazione che le bambine ricevevano da prima della nascita alle elementari ed oltre nell’Italia degli anni Settanta. Descrivere e giudicare. Un’educazione alla remissione del sè e della donna che in quegli anni comincia ad essere messa in discussione dalle donne stesse. Un’educazione diversa anni luce da quella che ho ricevuto, una descrizione molto illuminante di quello che probabilmente ha vissuto mia madre, un giudizio a volte pesante (forse troppo, ma bisogna capire il periodo e il fatto che pensare, affermare e avere il coraggio di scrivere certe cose in quegli anni non era poco).

Mi viene da dire che forse un cambiamento nella visione della donna c’è stato, ma a guardarmi intorno mi pare che questo cambiamento sia più diffuso dalla parte delle donne che questa situazione l’hanno vissuta o l’hanno sentita raccontare dalle proprie madri e meno dalla parte degli uomini. Del resto, in modo cattivo, mi viene da dire, chi è che cambierebbe un’educazione e una visione della donna che pone l’uomo su un piedistallo e anche molto alto?

Penso a mia nonna e rifletto, penso a quello che mi racconta mia mamma e rifletto, penso a quello che mia mamma, insieme a mio papà, ha voluto per me e rifletto. Cerco quello che è migliorato e quanto sia rimasto da fare.

Vi invito a leggere il post di Mammamsterdam sul femminismo che proprio ieri mi è passato sotto gli occhi e mi è molto piaciuto QUI.

sonia

PS chissà se c’è una Gianini Bellotti del Medioriente, se qualcuno sa qualche titolo sulla donna oggi e ieri nella società mediorientale, vista da una donna, me lo consiglia? Grazie!

2 Responses to “Dalla parte delle bambine”

  1. tafia Says:

    Sul Medioriente non sono ferrata, ma se un giorno sarai a corto di letture non-fiction da treno, sull’argomento c’è un interessante “Nel Giappone delle donne” di Antonietta Pastore.🙂


  2. Adesso purtroppo tante cose sono date per scontate, mentre 30 anni fa erano una conquista, ma oggi c’è una grossa involuzione. Tutto il velinismo e questa voglia di apparire a scapito di qualsiasi forma di impegno e intelligenza per migliorarsi fa paura. I maschi sono confusi in crisi e su questo riflusso ci marciano. Il discorso è vastisissimo, pensa solo alle mogli da catalogo: le straniere che hanno voglia di cambiare Paese e perciò valgono meno. E quindi gli uomini preferiscono perchè con loro si sentono più forti. O le ragazzine che a 12 anni cercano di fare le donne oggetto invece di godersi la spensieratezza (su questo insiste il libro della Lipperini), perchè così rispecchiano il modello televisivo. Sulla condizione delle donne in medioriente ho letto “Leggere Lolita a Theran” che è un po’ una pizza ma spiega come vivono in Iran le donne…e fa venire i brividi.
    ciao, extramamma


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