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“Rifugiati football club” e “Irlandese al 57%”

19 settembre 2009

Recentemente mi sono imbattuta in due libri che parlano di (tentata) integrazione o quantomeno di contatto tra immigrati e non. Sono due libri a cui sono arrivata per caso, tramite post letti on line, poi utenti della biblioteca che sembrano convinti di questi libri e poi forse la copertina intravista in libreria.
Sono due libri che condividono il loro tema principale, da due punti di vista diversi ma con un animo comune. "Rifugiati football club" parla di una storia vera e si pone a cavallo tra narrativa e giornalismo, raccontando la storia di una squadra di calcio giovanile, composta da soli profughi e rifugiatin nella città americana di Atlanta. L’allenatore è una donna, giordana, che riesce a dimostrare a se stessa prima e agli altri poi, come il calcio possa essere l’occasione di creare una squadra nel senso vero della parola. I ragazzi, provenienti dai più disparati angoli del mondo, da posti che fra loro non hanno in comune che la fuga, diventano compagni di squadra molti, amici alcuni, ma in generale cominciano a sentirsi integrati e diventare cittadini del nuovo stato che li ospita. Più informazioni le trovate
qui.
"Irlandese al 57%" è una raccolta di racconti comparsi sulla rivista multiculturale Metro Eireann, edita in Irlanda. Racconti che parlano di irlandesi ed immigrati, di immigrati e irlandesi e di immigrati e immigrati. Piccoli spaccati di vita, giornate di lavoro, affetti, difficoltà da affrontare e crisi di identità mescolate a piccole conquiste sulla via dell’integrazione. 
Piccolo dettaglio: i due autori sono rispettivamente l’americano Warren St. John e l’irlandese Roddy Doyle. Che si pongono il problema dell’incontro con l’altro ma che si pongono un passo indietro e si mettono a raccontare, con più o meno fantasia, la realtà che gli altri, gli immigrati, vivono.
Non so perchè ma non mi è ancora capitato un libri italiano così. Noi abbiamo ancora solo la letteratura migrante che parla dei migranti oppure inchieste e libri di documentazione, ma non delle storie, delle vere e proprie narrazioni da parte di italiani che obblighino sè stessi prima di tutto e il lettore poi a spostare la’attenzione e a parlare degli altri così come sono.
Qualcuno ha qualche titolo da consigliarmi?

sonia

2 Responses to ““Rifugiati football club” e “Irlandese al 57%””

  1. Menzinger Says:

    Rifugiati Football Club mi fa pensare all’ucronia di Brizzi “L’inattesa piega degli eventi” http://menzinger.splinder.com/post/20005402/FASCISMO+ETERNO in cui si parla del campionato di calcio in Africa.
    Quando mi parli di irlandesi emigrati, a proposito di autori italiani, penso a New York 1920 delle brave Laura Costantini e Loredana Falcone. http://menzinger.splinder.com/post/18797125/ATTENTATO+A+NEW+YORK+PRIMA+DEL


  2. Ho letto i tuoi link, grazie. Quello di Brizzi l’ho pure regalato.
    L’emigrazione italiana è trattata in lungo e in largo. Chi l’ha fatto bene chi meno bene.
    Ma comunque mai, mi pare, italiani di oggi che parlano di immigrati/stranieri di oggi senza pietismo o equosolidarietà. Ma solo con parole e narrazione.


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