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Matinée

9 novembre 2009

Domenica, piovoso novembre e mattino senza impegni, avevo segnato sull’agenda un appuntamento di quelli che ti fanno andare indietro con la memoria.

Al cinema Astra di Trento inziava un esperimento, un matinée.
Il cinema di mattina che a me tanto piaceva, perchè siamo abituati a finire una serata con un cinema, ma meno ad iniziare una giornata. Con il film che, se merita e piace, ti accompagna in una riflessione che continua per ore, ininterrotta. Un modo diverso di vedere cinema.

Quindi in sala alle 10.30 con aperitivo finale che, per far digerire la novità, il bere e il mangiare aiutano.
Una rassegna di corti che questa prima volta presentava "Marta con la A" di Corapi, "Punto di vista" di Banzato, "Il supplente" di Jublin e "Buongiorno" di Prino. La sala era piena e in molti siamo rimasti deliziati.
I corti da noi non vanno di moda, bisogna ammetterlo. Accettiamo quelli della Pixar all’inizio o alla fine di qualcuno dei suoi film e poi recentemente fantastico quello che precedeva Cosmonauta, ma poco altro. Non siamo abituati ad avere a che fare con una narrazione che è poco dettagliata, ma spesso articolata come quella dei corti (o dei racconti mi viene da pensare) e che per questo lascia molto lavoro allo spettatore. Spettatore che deve cogliere ogni dettaglio per dare il giusto peso a tutto, che deve riempire i vuoti con la propria logica o con la propria immaginazione, che non ha tutto spiegato e pronto, come invece spesso succede.
La selezione di quattro corti e la loro proiezione a seguire poi spiazza ancora di più. Sei lì nel buio della sala che stai tentando di capire le immagini di quello che è appena finito e vieni sbalzato in un’altra ambientazione, in un altro luogo con altri personaggi e un’altra vicenda. Rischi di cominciare a capire e sentirti a tuo agio quando le immagini finiscono.
Ma forse in questo è stato il bello. Come imparare, o forse essere obbligati, a finire un libro, iniziandone a ruota subito un altro. Obbligando la propria mente ad un’agilità e ad uno scatto, imponendoci di riflettere in poco tempo. Cinema ma sì, ma con un’attitudine diversa, sia da parte dello spettatore, sia da parte del regista che comunque sa che il suo corto (che sia ad un festival o che sia prima di un film) verrà abbinato ad altre immagini, che lo seguiranno o precederanno a breve.

All’aperitivo a seguire, parlando con Banzato, che era presente, abbiamo approfondito i perchè e i come di un corto. Il mercato e l’accoglienza di un corto.
Consiglio a chi può di venire anche le prossime domeniche!

sonia

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