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Aspettando l’anno nuovo

30 dicembre 2009

Questa fine d’anno è più faticosa del previsto, arranco un po’ e non vedo l’ora di girare pagina, di trovarmi nel 2010. Che tecnicamente non cambi nulla lo so, ma il fatto che ogni giorno in più è un giorno di inverno in meno e che almeno cambiando l’agenda un po’ di casini di quest’anno non li avrò più sotto gli occhi mi fa star meglio.
Non ho grandi richieste, qualche proposito, che non ho nessuna intenzione di rivelare così se va bene bon e se non va tanto non lo sapeva nessuno, e qualche sogno (ancora più segreto ;)!).
Pensando al 2009 mi vengono in mente dei bei film, "Milk", "Cosmonauta" e "Segreti di famiglia" dovendo dirne tre, insieme ad un nuovo modo di andare al cinema. Finendo tardi di lavorare in una città in cui tutti cenano alle sette, è diventato un passatempo da organizzare, senza più quella decisione all’ultimo minuto di fermarsi al cinema tornando dal lavoro e senza più l’offerta (da questo punto di vista mille punti alla Dotta) infinita di Bologna.
Alcuni libri proprio belli, libri di quest’anno perchè li ho letti nel 2009, non per forza usciti nel 2009. "Lipstick Jihad" di Azadeh Mohaveni e "L’arte della gioia" di Goliarda Sapienza, per esempio. E ne ho due in attesa che non vedo l’ora di iniziare "Altai" di Wu Ming, che ricordo ancora le bellissime sensazioni di "Q" che spero di bissare, e "Le cose che non ho detto" di Azar Nafisi, che l’Iran merita sempre molta attenzione, in tutte le sue sfumature.
Una bellissima gita a Trieste, città scoperta e che sicuramente visiterò di nuovo. Una bellissima mostra, quella di Calder a Roma. Blogger incontri come Barbara (qui) a Trento, che ci ha fatto impegnare in qualcosa che ci è piaciuto (organizzare la presentazione di un libro) e che ci ha fatto divertire.
Un anno di pochi viaggi e poche scoperte, e solo io so quanto mi manca l’andare lontano, il dover per forza cambiare il modo di vedere le cose, per scoprirne di nuove e per scoprire con occhi nuovi le vecchie. L’anno in cui ho avuto la mia prima macchina, di terza mano, ma mia, già sbottarellata che così se urto anche io qualche spigolo nessuno si accorge.
Un anno in cui mi sembra a volte di essere tornata indietro, ma sono sensazioni che vanno e vengono, tanto che a volte la stessa realtà la vedo invece come un recupero di ciò che c’era di bello.
Ringrazio quelli che in quest’anno mi sono stati vicini (e loro sanno chi sono), quelli che l’hanno fatto pur stando lontani, quelli che ogni tanto con un messaggio o una mail mi hanno fatto capire che tanti anni passati e tanti giri qua e là hanno cambiate poco le cose.
Spero in questo 2010 come si spera all’inizio di ogni anno nuovo, e spero che sia come sperate, anche per voi.
sonia

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