Home

Londra

12 gennaio 2010

Premessa: andare a tornare da Londra nei giorni previsti, con ritardi quantificati in ore e viaggi costosetti, rimediati all’ultimo con taxi sostitutivi dei treni inglesi che al secondo fiocco di neve latitano, ma in qausi in orario è stato un miracolo. Dovevamo essere in due ma Susan non è riuscita a lasciare Milano causa incapacità degli inglesi nell’applicare il verbo spalare la neve. Tutto il resto bene.

Londra è strana, tu giri per ore in questa città e lei cambia. Ma rimane sempre invariabilmente moderna, in movimento, sicuramente poco pensierosa e riflessiva, occupata a correre e a stupirti. Ma ha il suo perchè. Partendo dall’ospitalità del mio amico P. nella zona Nord Est della città, in una via dove si alternano negozi turchi e take away bulgari, i giri sono stati molti.
Abbiamo toppato un concerto a Leytonstone perchè la band era bloccata dalla neve a Norfolk (no dico, io riesco a venire da Bologna e tu non riesci a venire da Norfolk, pfui!), facendoci però un giro notturno in un paesetto che sembra capitato/inglobato per caso nella metropoli, con la sua chiesa nel messo, il centro ricreativo con la scuola e la via principale che l’attarversa.
Abbiamo visto una splendida mostra sui Maharaja al Victoria&Albert Museum (qui), che io se fossi un indiano avrei due tre cosette da chieder a questa classe dirigente che dopo aver sfruttato la sua gente per anni si è pure fatta mettere sotto dagli inglesi, svendendo tutti i loro averi, in cambio di un paio di baffi alla Clark Gable e un vestito da sera in seta francese.
Ho camminato perdendomi per le strade e comprando
libri, cibo giapponese e scarpe (su richiesta), prima di andare ad una cena al nono piano di un palazzo del quasi centro, a casa di un vecchio amico che vive lì, con una vista a 180 gradi su Londra che manco da S. Paul. Se fossi in M. non andrei a lavorare e rimarrei alla finestra ore, ma capisco che senza il lavoro non potrebbe permettersi la super vistae e quindi …
Il giorno dopo visita alla
British Library (sbirciata sugli insostituibili Lafra&Nathan), lavorando in biblioteca posso solo dire due cose: wow è la prima e la seconda è che le bibliotecarie di Trento sono più giovani e carine😉. Bella, grande e luminosa, una mostra sulla nascita della fotografia, fiori freschi ovunque e una politica di riciclo delle mappe e dei sacchetti trasparenti da usare per entrare nelle sale studio da copiare.
Pomeriggio giro alla
Portrait Gallery dove abbiamo visitato l’infinita galleria  di ritratti in due modi opposti e che riflettono al meglio quello che pensiamo e siamo, P. guardando i personaggi, riconoscendo volti e ricostruendo storie e alberi genealogici, io guardando al cambaimento e all’evoluzione di questo tipo di arte che raramente viene così catalogato, con attenzione, cronologicamente e dando spazio a tutto. In conclusione piccola ma interessante mostra che raccoglie gli scatti partecipanti al Taylor Wessing Photographic Portrait Prize 2009, ibello in particolare quello di Inzajeano Latif, che ritrae una boxeur del sud America, ricercando la sua femminilità pur in uno sport così poco femminile.
Serata funestata dal freddo e film a casa, con una tazza di tè caldo in mano.
L’ultimo giorno abbiamo provato la via del mercato, bello e ricco di banchetti con cibo da tutto il mondo, il
Broadway Market ci ha però gelato nonostante i nostri mille strati e la ritirata è stata d’obbligo. Un intero pomeriggio alla Tate, chiacchierando e leggendo il giornale manco fossimo nel salotto di casa, mentre fuori infuriava una tempesta di neve da manuale.
Ho mangiato indiano e giapponese, ho bevuto il sidro e la birra, il tè (senza latte, lo ammetto) e un cappuccino con sopra un cuore di cacao, ho visto più scivoloni sul ghiaccio in quattro giorni che nel resto della mia vita (gli inglesi non spalano la neve e non mettono il ghiaccio, come va, va) ho cercato senza successo un fat yogurt accontentandomi di quello fat free, ho comprato un vino friulano in un M&S, perchè era l’unico di cui capivo la provenienza e ho scoperto che a breve uscirà un
documentario sulla renunion dei Blur dell’anno scorso.
Come dire, ho fatto una vacanza. Bella.
sonia

5 Responses to “Londra”


  1. visto che roba! troppo bella!

    …certo Londra è accogliente e ricca di opportunità anche con un tempo da lupi!
    LaFra 


  2. Uhm, hai scritto ben due volte "giapponese" in un post su Londra… non è che forse mi stai frequentando un po’ troppo? Chi va con il nipponista…😉

    PS ora a Londra ci devi tornare col bel tempo, per andare dai cervi a Richmond Park!


  3. @LaFra: ormai lasciavo il curriculum! Quando salite quassù?!?!
    @Baol: oh grazie, miracolata ma tornata! :*
    @Anonima :): perchè non hai ancora visto il contenuto della valigia… tu e la tua amica bibliotecaria/giapponista siete tremende, ma avrete quel che vi merita. Prossima settimana si organizza cena sole donne?!?! Avvertite i morosi!

  4. belqisbis Says:

    Bentornata! E grazie del pensiero carino che hai avuto ieri. E’ andata benissimo, pure troppo. Prima di cena avevano finito tutta la carne (90kg, mica 2…).


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: