Home

Io viaggio tu controlli

9 luglio 2010

Primo step immaginare cosa vuol dire stare in un aereo pieno di vicentini!!

Ecco, prendere il risultato e farlo alla seconda (che erano pure pellegrini) e ecco un’idea del mio viaggio. Se non l’idea non è chiara, dico solo che abbiamo avuto tutto il corollario di: foto dell’aeromobile, foto delle paesaggio sotto (con relativa sgridata che eravamo ancora in fase di decollo) e, nemmeno a dirlo, applauso finale.

La scena più bella è stato osservarli mentre facevano il controllo passaporti. Erano stati educati a ripetere con faccia compita “No stamp”, in modo da evitare il timbro di Israele sul passaporto, ma ne veniva fuori un simpatico “No (con chiaro accento vicentino, anche in sole due lettere), stamp (con una A talmente marcata da far ridere chiunque)”. A qualsiasi domanda ulteriore, qualsiasi essa fosse, la risposta era “Gruppo della diocesi di Viceeeenza” (E vicentina ad libitum). Però funziona più della mia versione. Che in 10 minuti loro erano fuori e io ci ho messo un’ora.

Però rispetto ai miei ritmi soliti, un’ora è un successone, e se lo dico io! L’ultima volta dopo tre ore ero ancora là. Questa volta invece, forte del peggior inglese della mia vita – che mi veniva da ridere anche a me – in un’ora ero fuori. Del tipo che ogni tanto dicevo con faccia ebete “Scusi?? Ripit plis!!” e poi scandendo le lettere e pronunciando tutto esattamente come si scrive esprimevo dei concetti base come Io telefono casa. La tipa probabilmente si è scocciata, ha pensato “Questa è torda” e, in poco più di un’ora, ero fuori.

Poi non trovavo la valigia (che un’ora dopo il tuo sbarco magari dal rullo trasportatore le hanno anche tolte) e prima di chiedere informazioni in inglese mi sono guardata in giro per vedere che non ci fosse quella che avevo trattato a “Io no comprendo” per tutto quel tempo🙂 !

E poi tra pulmini e tassisti sono arrivata a Battir (se si vuole cercarlo su Google Maps, lo si trova come Batir IL, ed è subito evidente che, dopo Parigi, in quanto a dimensioni, viene Battir!) e tutto bene. Si tratta di un classico paesino palestinese, con le strade mezze asfaltate mezze sterrate, resti e immondizia un po’ ovunque e odori e profumi forti. Mi sono già bevuta un tè zuccheratissimo alla menta (nana, quella di qui no i surrogati italiani), ho già pranzato a pane e olio e mi sono già sgranocchiata un cetriolo (che son cose!!).

Oggi son qui nell’ufficio dove lavorerò, che per il momento fungo solo da facilitatore, detto anche factotum di un gruppo di architetti e artisti da tutto il mondo di cui parlerò.

2 Responses to “Io viaggio tu controlli”


  1. Ti ho "scoperta" per caso tramite il blog di Piano B . Ti seguirò con molto interesse, la terra dove sei ha sempre rappresentato una meta che ho sempre desiderato conoscere al di là delle notizie che ci giungono ogni giorno dai media.


  2. ^_^ lo so che non faccio testo, che desidero andare ovunque ma anche per me dove sei è una meta ambita, ti seguiremo con piacere!

    LaFra


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: