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Pensando al libro in generale

21 gennaio 2011

Sto leggendo molto! Non troppi giorni fa mi lamentavo che l'anno scorso, rispetto al precedente, era stato più scarso di libri. Beh, nemmeno a volerlo, questo gennaio si dimostra molto produttivo e vario e, per il momento sono molto soddisfatta. Un'infilata di libri fra loro molto diversi, ma belli, interessanti e punto di partenza per riflessioni e ricordi diversi.

Pensando al libro in generale, oggi, guardo alle frasi di G. che arrivano sempre belle e nei momenti migliori e, da bibliotecaria, mi vengono due parole sull'elenco dei libri proibiti che l'assessore provinciale alla cultura di Venezia ha chiesto di eliminare dalle biblioteche, seguito poi dall’assessore regionale veneto. I libri sono quelli di alcuni autori che nel 2004 firmarono una dichiarazione relativa al caso Battisti, tornato alle cronache in queste ultime settimane. Non entro nel merito politico delle dichiarazioni e del resto non voglio conoscere nel dettaglio  la vicenda, per quanto riguarda il lato politico appunto ma anche di contenuto (cioè quanto riguarda la dichiarazione su Battisti), ma da bibliotecaria e anche genericamente da lettrice, il mio discorso è più generale.

In una biblioteca ci sono tanti libri, senza dubbio la maggior parte, che non mi interessano, non mi piacciono, non considero per me degni di essere letti.  Ma in quel per me sta la chiave di volta, la biblioteca non è per me, ma per la comunità in cui vivo. Non avviene una selezione in base ad un gusto, un desiderio o un parere e men che meno sulla base di una posizione politica. In biblioteca ci sono testi di indubbia se non scarsa qualità, così come ci sono testi che non possono essere definiti "buoni" (abbiamo il Mein Kampft per capirsi). Il concetto è che la biblioteca è si una raccolta, ma lo è al più possibile a 360°, con non solo lo scopo di invito alla lettura ma anche di conservazione e documentazione. E quindi fare una scelta arbitraria sulla base di una qualsiasi delle motivazioni che ho detto sopra non può che essere un errore. Vorrebbe dire documentare o conservare in modo lacunoso e quindi non scientifico e, secondo me, nemmeno onesto.

E infine, e soprattutto, c'è la volontà del lettore e la fiducia in lui. Il lettore con le sue peculiarità farà una cernita e leggerà quello che vuole all'interno di una biblioteca, magari sarà quello che gli piace, magari no. Ma lo deve poter trovare. Altrimenti la biblioteca diventa la libreria casalinga di uno, non lo spazio di lettura di tanti.

Ma tanto vi giuro che il bibliotecario che ha il contatto con il pubblico, quello al bancone come me, per capirsi, sulla acquisizione dei libri non ha nemmeno un grammo di influenza. Mi basta però che non ce l'abbiano anche gli assessori spara cavolate, che van di moda ora.

2 Responses to “Pensando al libro in generale”

  1. utente anonimo Says:

    brava!


  2. Credo di aver capito chi sei🙂


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